Una delle domande più ricorrenti legate ai contratti di lavoro a tempo parziale è la seguente:

“Qual è il minimo di ore in un part time?”.

È una domanda alla quale non si può dare una risposta univoca e cercheremo di scoprire il perché.

Prima di tutto, il c.d. part time è più una modalità di svolgimento del lavoro che una tipologia di contratto vera e propria, e si concretizza in un contratto di lavoro subordinato nel quale le parti stabiliscono un orario ridotto rispetto a quello previsto – dal legislatore o dai contratti collettivi nazionali di riferimento – per il tempo pieno.

 Esiste un solo tipo di contratto a tempo parziale?

I modelli possibili sono tre:

  • Orizzontale, in cui la riduzione di orario rispetto al tempo pieno è giornaliera (ad esempio, dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 18)
  • Verticale, quando l’attività lavorativa viene svolta a tempo pieno ma solo in alcuni periodi predeterminati della settimana, del mese o dell’anno (ad esempio, 8 ore per tre giorni a settimana)
  • Misto, equivale alla combinazione dei due tipi precedenti (ad esempio, da aprile a ottobre 8 ore per tre giorni a settimana e da novembre a marzo dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 18)

 È compatibile con qualsiasi tipo di lavoratore?

Il rapporto di lavoro a tempo parziale è possibile instaurarlo sia con lavoratori a termine che a tempo indeterminato, che siano apprendisti, dirigenti, disabili, soci di cooperativa o lavoratori a domicilio.

È necessaria la forma scritta?

Deve essere stipulato per iscritto solo ai fini della prova, altrimenti il rapporto di lavoro si presume a tempo pieno. Un orario inferiore a quello normale è sempre un’eccezione alla regola, pertanto, la forma scritta è necessaria anche per stabilire, con precisione, la collocazione temporale dell’orario stesso.

 Si può avere più di un contratto di lavoro a tempo parziale contemporaneamente?

Sì, è possibile per un lavoratore svolgere più rapporti di lavoro a tempo parziale alle dipendenze di più datori di lavoro, in contemporanea, fermi restando alcuni limiti relativi all’orario di lavoro. La somma delle ore di più contratti a tempo parziale, in capo ad uno stesso lavoratore, non deve superare il limite legale di 48 ore settimanali; deve essere garantita la possibilità del riposo settimanale (24 ore consecutive ogni 7 giorni) e anche del riposo giornaliero (11 ore consecutive ogni 24 ore). Inoltre, non è possibile per il datore di lavoro vietare la stipula di un altro rapporto di lavoro a tempo parziale a un suo dipendente, sarebbe una gravissima violazione della sua libertà.

Il trattamento economico è diverso da quello di un lavoratore a tempo pieno?

Il lavoratore a tempo parziale beneficia dei medesimi diritti di un lavoratore a tempo pieno riguardo all’importo della retribuzione oraria, la durata del periodo di prova, delle ferie, dei congedi di maternità e paternità e parentale, del periodo di conservazione del posto di lavoro a fronte di malattia, infortuni sul lavoro e malattie professionali, mensilità aggiuntive, trattamento di fine rapporto, ecc. ma, naturalmente, sarà tutto riproporzionato al suo impegno lavorativo.

L’orario minimo indicato dalla contrattazione collettiva è flessibile oppure no?

 I contratti collettivi nazionali di lavoro possono stabilire un orario minimo per la stipula di un contratto di lavoro a tempo parziale; il mancato rispetto di tale limite minimo può costituire un inadempimento contrattuale dalle conseguenze talvolta inimmaginabili. Ad esempio, è possibile che vengano disconosciute le agevolazioni contributive usufruite da un’azienda che abbia stipulato un contratto di lavoro a tempo parziale in cui sia stato previsto un orario settimanale inferiore a quello stabilito dal ccnl del settore di riferimento. Oppure, l’Inps potrebbe richiedere al datore di lavoro per differenza la contribuzione non versata sull’orario minimo previsto dalla contrattazione collettiva. Pertanto, prima di pattuire un orario è necessario acquisire questo tipo di informazione per evitare spiacevoli sorprese.

Un lavoratore a tempo parziale può prestare ore di lavoro straordinario?

Sì, sempre che siano state pattuite per iscritto le “clausole elastiche”, quelle in base alle quali è possibile sia distribuire diversamente la collocazione temporale dell’orario di lavoro che estendere la durata della prestazione lavorativa. In quest’ultimo caso, le ore di lavoro prestate in più rispetto all’orario settimanale concordato si chiamano “supplementari” (se prestate fino al limite orario normale previsto dal ccnl per il tempo pieno in quel settore), oppure “straordinarie” (se superano addirittura il limite orario normale e fino alla quarantottesima ora prevista).

Ai fini dell’organico aziendale, il lavoratore a tempo parziale vale uno?

No, i lavoratori a tempo parziale vengono computati nel numero complessivo dei dipendenti in proporzione all’orario di lavoro svolto. Quindi, se un lavoratore a tempo pieno presta 40 ore di lavoro settimanale e un altro lavoratore ne lavora esattamente la metà (20) in base ad un contratto di lavoro a tempo parziale, la somma dei due sarà pari a 1,5 unità e non 2.

È possibile trasformare un rapporto di lavoro a tempo pieno in un part time e viceversa?

Sì, sempre che ci sia un accordo risultante per iscritto tra le parti. Non è possibile per il datore di lavoro trasformarlo unilateralmente, così come non costituisce un giustificato motivo di licenziamento o di sanzione disciplinare l’eventuale rifiuto del lavoratore di trasformare il proprio rapporto di lavoro. In alcuni casi, è la legge stessa o la contrattazione collettiva a prevedere un vero e proprio diritto alla trasformazione del proprio contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale: ad esempio, quando a farne richiesta siano lavoratori affetti da patologie oncologiche o comunque gravi, oppure lo chiedano in alternativa al congedo parentale o siano prossimi alla pensione di vecchiaia. Infine, il lavoratore che in passato abbia trasformato il suo rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale ha diritto di precedenza per trasformare nuovamente il suo rapporto di lavoro da part time a tempo pieno.

Se aveste altre domande sull’argomento, scriveteci e noi vi risponderemo!

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Photo by Szűcs László on Unsplash

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